L’approccio farmacologico per il trattamento della patologia renale

Come ritardare il più possibile l’entrata in dialisi

La terapia farmacologica è un cardine importante per la cura dell’insufficienza renale progressiva e si articola in modo diversificato nei vari momenti della malattia.
Nelle fasi iniziali, in alcuni casi, è ancora possibile intervenire con una terapia a base di farmaci in grado di contrastare le cause che hanno determinato la nefropatia.
Nelle altre fasi è necessario adottare tutte le cure che controllano le varie complicanze dell’insufficienza renale attraverso una “poli-terapia”, a volte complessa, che va seguita e rivista periodicamente dallo specialista nefrologo.

Quando i reni non funzionano più viene a mancare l’eritropoietina, un ormone che stimola la produzione di globuli rossi nel sangue, determinando così l’anemia. La somministrazione mensile di questo ormone in via supplementare consente di mantenere l’emoglobina nel sangue a livelli compatibili con attività fisica e benessere generale. Spesso, per aumentarne l’efficacia, è necessario assumere anche il ferro.

Per limitare l’accumulo di fosforo nel sangue, cosa che accade frequentemente con l’IRC e che determina problemi diffusi all’organismo, oltre a seguire una dieta congrua, si possono assumere farmaci specifici come il calcio ed i chelanti del fosforo per regolare il bilancio calcio-fosforo.

Sempre in presenza di IRC, la produzione di vitamina D non risulta sufficiente e di conseguenza nel sangue diminuisce il calcio ed aumenta il paratormone, quest’ultimo dannoso per ossa, cuore, muscoli ed arterie. Sarà quindi necessario assumere la vitamina D come integratore in vari dosaggi e formulazioni.

Molti pazienti che soffrono di insufficienza renale cronica, a causa della correlazione tra la malattia e l’ipertensione, devono effettuare controlli costanti della pressione arteriosa evitando che la stessa raggiunga livelli troppo alti e crei le premesse per complicanze cardio-vascolari. Per mantenere la pressione arteriosa a dei livelli accettabili, sarà fondamentale mantenere un peso ideale e, laddove necessario, potranno essere assunti farmaci anti ipertensivi, seguendo scrupolosamente le indicazioni di cardiologo e nefrologo.
Inoltre, poiché anche i livelli di colesterolo nel sangue devono essere bassi, potranno essere somministrate statine o altri farmaci, se necessario.
Quando non è sufficiente la dieta, si possono utilizzare i farmaci ipolipemizzanti.

Poiché spesso l’IRC è secondaria al diabete, infine, sarà necessario anche assumere ipoglicemizzanti (insulina) per evitare l’insorgere di altre complicazioni che potrebbero aggravare il quadro patologico.

E’ bene che la persona con insufficienza renale non prenda farmaci se non sono prescritti dal medico di famiglia o dal nefrologo. E’ inoltre necessario informare altri eventuali specialisti (ortopedico, ginecologo, dentista, etc) della propria condizione di insufficienza renale, nel caso in cui anche loro debbano prescrivere terapie.

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