Il trapianto di rene

Il percorso terapeutico: le opzioni disponibili

Parola all’esperto

Il Trapianto

Dr. Giuliano Brunori

Direttore U.O. Nefrologia e Dialisi – Ospedale Santa Chiara (Trento)

IT/MG232/18-0021

In teoria, il trapianto renale rappresenta la terapia ideale e più completa dell’insufficienza renale cronica, presentando i migliori esiti in termini di sopravvivenza ed offrendo una migliore qualità di vita in quanto si sarà liberi dalla dialisi per tutta la sua durata.

Il trapianto di rene rappresenta il “gold standard“ nel trattamento della Malattia Renale Cronica, ma ad oggi sussistono molti problemi di ordine clinico, immunologico ed organizzativo che perdurano nel tempo e ne limitano il campo di applicazione.

Una volta avviata e organizzata la dialisi, verrà preso in esame la possibilità di poter inserire il paziente in lista d’attesa di trapianto renale: in quell’occasione lo stesso riceverà tutte le informazioni e gli approfondimenti in merito alla sua situazione.
Il trapianto renale può essere fatto, in alcuni casi, anche prima di iniziare la dialisi, solitamente da un donatore vivente, il cosiddetto trapianto „pre-emptive“.
Il trapianto renale si esegue negli ospedali abilitati ai trapianti d’organo che sono distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Per maggiori informazioni è possibile visitare la sezione del sito ufficiale:

Due sono le fonti di provenienza dei reni:

  • Donatori viventi: possono essere i membri di una stessa famiglia, che presentano maggiore compatibilità tissutale (con minore probabilità di rigetto), oppure non consanguinei ma con caratteristiche molto simili dal punto di vista tissutale e quindi maggiormente compatibili.
  • Donatori cadavere: persone decedute improvvisamente e che in vita avevano espresso il consenso alla donazione degli organi post mortem.

Attraverso l’intervento chirurgico, il rene prelevato viene trapiantato nel corpo del paziente affetto da insufficienza renale cronica e posizionato in fossa iliaca destra o sinistra (sede inguinale) vicino alla vescica. I reni naturali sono lasciati nella loro sede anche se non funzionano più. Solo in casi particolari (reni policistici) sono rimossi prima del trapianto del nuovo rene.

Per essere considerati idonei al trapianto ci si deve sottoporre a una serie di esami (radiografie, esami del sangue, etc) che devono escludere la presenza di eventuali malattie, incompatibili con il trapianto o con le medicine che il paziente dovrà sempre prendere dopo l’intervento, per impedire il rigetto del rene trapiantato (immunosoppressori).

L’esito degli esami e le condizioni cliniche stabiliranno se il paziente è idoneo al trapianto.

Una volta entrati in lista d’attesa il trapianto viene effettuato nel momento in cui si rende disponibile un rene che abbia una buona “somiglianza” con i tessuti del paziente ricevente. Il trapianto non avviene secondo la posizione in lista: il rene disponibile viene messo a disposizione del paziente più idoneo, non al paziente che è in lista da più tempo.

Nel caso in cui un familiare si offra per donare uno dei propri reni al paziente (trapianto da vivente), al donatore verrà eseguita una serie di esami per valutare sia l’idoneità clinica che la compatibilità del rene.

Il trapianto verrà eseguito solo quando tutti gli esami eseguiti mostreranno che non vi è alcun problema per il donatore. L’intervento di solito richiede dalle 3 alle 4 ore.
Poichè non è possibile prevedere quando arriverà il trapianto, nell’attesa è bene che il paziente conduca una vita il più normale possibile: lavoro, famiglia, fare la propria dialisi al meglio e cercare di mantenere una buona forma fisica.

I pazienti trapiantati devono prendere farmaci antirigetto per tutta la vita, o almeno fino a quando il trapianto continua a funzionare.

Un trapianto di rene potrebbe non essere per sempre. Se il trapianto fallisce, i pazienti possono tornare in dialisi e aspettare un altro trapianto.

Non tutti, infine, sono idonei al trapianto di rene. Il medico valuterà se il trapianto può migliorare la vita del paziente o se le sue condizioni cliniche rendono il trapianto troppo rischioso o con scarse probabilità di successo.

Il trapianto di rene

IT/MG232/18-0013

In sintesi, possiamo riassumere di seguito i principali aspetti da considerare per il trapianto renale:

Vantaggi
Recupero della normale funzione renale.
Una volta che i reni iniziano a funzionare (nella maggior parte dei casi nell’immediato) non è più necessario alcun trattamento dialitico.
Poche limitazioni all’assunzione di cibi o acqua.
Dopo aver subito un trapianto, il paziente dovrà recarsi presso la clinica per il follow-up al fine di valutare il funzionamento del rene trapiantato e per adeguare la terapia farmacologica. Col passare del tempo, queste visite diminuiranno.
Si recupera completamente autonomia e qualità di vita.
Aspetti da considerare
Attesa per un organo compatibile (poco più di due anni, secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti del 2017).
Rischio associato all’intervento chirurgico.
In alcuni casi, se il rene trapiantato non inizia a funzionare da subito e per un breve periodo, potrebbe essere necessaria la dialisi.
Rischio di rigetto – il trapianto potrebbe non durare per tutta la vita.
Assunzione quotidiana di farmaci antirigetto che possono indurre numerosi effetti collaterali.

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